Integratori di vitamine: benefici per la salute si, ma solo se presi con rigoroso criterio scientifico

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integratori multivitaminici

Assumere complessi multivitaminici, oltre ad un adeguato stile di vita fatto di sport e alimentazione adeguata, possono essere utile ad avere una buona salute? Facciamo il punto della situazione.

Aldo D’Alessandro

Ancora oggi si discute se abbia senso o meno assumere un multivitaminico. Si vendono nelle farmacie, ma anche nelle parafarmacie, tanti cosiddetti integratori che contengono diverse vitamine. Numerosi studi confermano come l’utilizzo regolare di complessi vitaminici bilanciati abbia la capacità di prevenire numerose malattie. Uno studio recente dell’Università americana di Harvard ha confermato che l’uso di multivitaminici riduce il rischio di sviluppare tumori del colon retto. Sono state studiate 43.641 donne e si è osservato che le donne che avevano usato un multivitaminco per più tempo (oltre 20 anni) avevano un rischio del 20% ridotto di sviluppare un tumore del colon rispetto ai non utilizzatori.

Tenendo presente che l’omocisteina alta (un esame di laboratorio che bisognerebbe fare come si fa quello per il colesterolo ecc.) può essere associata ad una maggiore incidenza di tumore del colon-retto, si può presupporre che l’abbassamento di tale parametro attraverso l’assunzione di vitamina B6 e acido folio sia una delle ragioni per cui assumere vitamine contribuisce a ridurre il rischio tumorale.

In ambito cardiovascolare invece un nuovo studio conferma che una maggiore assunzione di acidi grassi polinsaturi omega 3 riduce il rischio di mortalità da malattie cardiocircolatorie.

Gli omega 3 contribuiscono anche al mantenimento della massa muscolare nell’anziano. Un altro studio svolto dall’Università di Trieste conferma che questi acidi grassi sono importanti e che contribuiscono a stimolare la sintesi proteica. Sembra che gli omega 3 lavorino in sinergia con altri nutrienti come la leucina e ad ormoni come il testosterone e il GH nel modulare le risposte muscolari. Allo stesso tempo gli omega 3 esercitano anche un effetto anti-ipertensivo; quindi sono protettivi del cuore e dei vasi.

E’ stato anche recentemente visto che gli omega 3 associati all’acido alfa lipoico sono in grado di rallentare il declino cognitivo nei malati di Alzheimer.

Sempre per frenare il declino cognitivo sembra essere utile l’assunzione di vitamina E in particolare nella forma del gamma tocoferolo. Attenzione perché nella maggior parte degli integratori non si trova questa forma ma l’alfa tocoferolo.

Qualche tempo fa era apparso qualche articolo che metteva in dubbio il fatto che un leggero sovrappeso o perfino un’obesità senza particolari disfunzioni metaboliche fosse un problema. Alcuni erano scettici e avevano ragione. Infatti ora uno studio indica che le persone metabolicamente sane ma in sovrappeso hanno il 24% di rischio in più di morire entro 10 anni. In effetti l’obesità comporta una scarsa ossigenazione tissulare ed un aumento dell’infiammazione che contribuisce allo sviluppo di molti processi patologici. Inoltre il grasso in eccesso diventa un perfetto serbatoio per tossine e inquinanti di ogni genere.

Nel maschio poi l’obesità contribuisce ad un calo della secrezione di testosterone che si accompagna spesso ad una sovrapproduzione di estrogeni. Il tessuto adiposo è ricco infatti di aromatasi, l’enzima che trasforma gli androgeni in estrogeni. Tutto ciò altera il metabolismo e aumenta il rischio di malattie metaboliche e oncologiche.

Sul versante della vitamina D, oggetto di un numero sempre maggiore di studi, un lavoro recente indica come i livelli durante la gravidanza siano in grado di determinare la salute del bambino anche a distanza di anni. I figli delle mamme con livelli di vitamina D più elevati hanno più forza e più massa muscolare rispetto gli altri. Livelli ridotti di vitamina D e di magnesio sono invece legati ad un aumento dell’insulino-resistenza, come dimostrato da uno studio pubblicato da un gruppo di ricercatori indiani. Una carenza di vitamina D sembra produrre effetti negativi anche sul cervello con un aumento del danno da radicali liberi.

Sempre più dati indicano che un approccio scientifico all’integrazione alimentare può produrre risultati importanti in termini di prevenzione. La medicina antiaging (contro la vecchiaia) si fa portavoce di questo nuovo approccio che non rinnega il farmaco ma che considera nutrizione, integrazione alimentare, esercizio fisico e gestione dello stress le fondamenta di qualsiasi intervento preventivo o terapeutico completo e sensato.

Si stanno altresì facendo spazio anche gli alimenti potenziati con vitamine; un esempio per tutti l’olio di oliva arricchito con vit. E, omega 3 ecc. oppure salsa di pomodoro arricchita con licopene sostanza antiossidante già contenuta nel pomodoro ma ulteriormente arricchita con leucopene estratto.

Sarà così il prossimo futuro? Io penso di si.

*Aldo D’Alessandro è  laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova, Specialista in Angiologia medica, è responsabile di Angiologia della ASL provincia di Foggia, docente e responsabile del laboratorio di ricerca, valutazione e diagnosi delle malattie vascolari dell’università degli studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, dell’Università San Raffale e “Sapienza” di Roma. Inoltre è vice presidente vicario del Parco Scientifico e Tecnologico “Technoscience-San Raffaele” di Roma.

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Laureato in Medicina e Chirurgia all’Università degli Studi di Padova, Specialista in Angiologia medica, Responsabile di Angiologia della ASL provincia di Foggia. Docente e Responsabile del Laboratorio di Ricerca, Valutazione e Diagnosi delle Malattie Vascolari dell’Università degli Studi “Gabriele d’Annunzio” di Chieti-Pescara, Docente dell’Università San Raffale di Roma e dell’Università “Sapienza” di Roma. Vice Presidente vicario del Parco Scientifico e Tecnologico “Technoscience-San Raffaele” di Roma. Vice Presidente ItalianLifestyle Medicine Association (ILMA)

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