Presentato dossier del Centro Studi di FA su “Modus vivendi” dei giovani meridionali

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Alimentazione, tempo libero, sport, internet, emulazione dei comportamenti, ma anche desiderio di crescere, di fare nuove esperienze, di evadere dalla comunità in cui si è cresciuti e di mettersi alla prova confrontandosi con altre realtà. I ragazzi di oggi sono ad un bivio: farsi travolgere da globalismo e consumismo esasperato, oppure scegliere la strada della evoluzione naturale seguendo il proprio istinto, facendo emergere le proprie capacità per realizzare il progetto di una vita? Sono due facce della stessa medaglia. Da una parte la ricerca facile del cosiddetto “successo primario”, considerato come il desiderio di primeggiare nella comunità interna o esterna alla scuola attraverso l’ostentazione della ricchezza o della forza; dall’altra il concetto di “sacrificio misurato” nello studio che porta al raggiungimento di un obiettivo più lontano, ma che può generare un superamento di un disagio derivante dall’incapacità o dalla volontà di non misurarsi nella competizione giovanile.

La ricerca presentata dal Centro Studi di FareAmbiente

FareAmbiente, lavoro coordinato dal suo direttore scientifico Roberto Parisi, ha intervistato in questa prima fase 500 studenti della scuola superiore della Puglia e se ne aggiungeranno altri 500 nelle prossime settimane, rilevando un particolare interesse verso la tecnologia, l’uso di internet, ma anche nel mondo lavorativo una particolare attenzione verso la professione del medico e di lavorare anche in Paesi come Stati Uniti o Australia. Ma partiamo dall’alimentazione.

I ragazzi intervistati dichiarano per il 71% di mangiare verdura cruda, l’81% verdura cotta e per il 91% la frutta. In quest’ultimo caso si arriva ad un consumo quotidiano che supera anche il 70%. Quali abitudini hanno gli studenti nell’intervallo? Cosa portano da casa o comprano da consumare a scuola? Il 74% dichiara di fare merenda a scuola. Ma cosa mangiano? Il 61% il panino con salumi e/o formaggi, il 14% una merendina, il 13% frutta, il 5% cornetti o prodotti da forno, il 4% taralli o crackers. Alimentazione e salute, molti ragazzi quando si avviano a frequentare la scuola hanno già fumato per la prima volta.    Ma vediamo comunque la crescita del consumo di sigarette. Nella media generale (14-18 anni) il 61% dichiara di non aver mai fumato contro il 39% che invece ha detto di aver fumato almeno 1 volta, e di quelli che fumano il 60% (in realtà sono pochi quelli che hanno risposto al quesito) sostiene di fumare da 5 a 10 sigarette al giorno. Per quanto riguarda i ragazzi iscritti al primo anno di scuola superiore il 27% ha già fumato almeno una volta mentre all’ultimo anno si inverte il risultato con il 67% che fuma.

Alla domanda “Pratichi sport?” i ragazzi hanno risposto sostanzialmente in modo positivo. Il 48% in modo totalmente affermativo a cui aggiungiamo un 7% di chi fa sport ogni giorno ed il 21% ogni tanto, facendo salire un dato complessivo del 76% dei giovani che praticano anche saltuariamente sport. L’11% dice invece che vorrebbe ma non può, mentre il 13% ha dichiarato di non fare sport. Al primo posto nella nostra indagine il nuoto (22%), poi ginnastica (21%), pallavolo, pesi e calcio.Parlando di tempo libero i nostri intervistati mostrano un allontanamento dalla televisione, solo il 19%, mentre premiano l’uso del telefonino (60%). Il 13% legge giornali o libri e l’8% ascolta la radio. Entrando più nello specifico, la palestra è sul gradino più in alto del podio con il 25%, poi il cinema con il 23%, poi concerti e teatro (rispettivamente 12% e 11%). Quando si parla di internet il 67% ci riferisce di collegarsi tramite uno smartphone, il 32% dal computer e solo l’1% non usa internet. Ma cosa ci fanno collegati ad internet? Il 35% per utilizzare WhatsApp, il 26% Facebook o altri social, il 14% per vedere film o video su Yuoutube, solo il 10% per telefonare.

Quando si parla di acquisti su internet, i nostri giovani sono proiettati positivamente. L’84% propende per l’acquisto, il 9% non sa e solo il 7% non comprerebbe nulla. Passiamo alle prospettive future. Si guarda al desiderio principale: il lavoro. Il 42% vorrebbe fare il medico, l’11% l’ingegnere, Sotto l’8% tante professioni: dall’insegnante, al giornalista, dalla modella al calciatore, dall’attore al militare o poliziotto. Lavorerebbero lontano dall’Italia? E in quale Paese all’estero?L’80% è pronto a lasciare l’Italia. Parlando di emigrazione, al primo posto gli Stati Uniti con il 39% (New York la città più desiderata), poi l’Inghilterra con il 29% e la Germania con l’8%. Poi Francia, Australia (5%) e poco la Spagna. Attenzione particolare anche per gli animali. Il 31% dichiara di avere un animale domestico, il 28% vorrebbe averlo e solo il 39% risponde negativamente. Al primo posto il cane (66%), poi il gatto (22%), gli uccelli (5%) e a seguire i pesci, la tartaruga e i criceti.Abbiamo proposto un quesito molto semplice e diretto che però può lasciare intendere il comportamento dei giovani riguardo ad un disabile.

“Come ti comporteresti di fronte ad un disabile?”. Il 66% dei nostri intervistati afferma che “Cercherebbe di capire se il disabile ha bisogno di aiuto”, un grado di attenzione che mostra un particolare interesse dei ragazzi verso le persone in difficoltà, sovvertendo un sempre più ricorrente pensiero che collega la figura dei giovani a quella dei cosiddetti “bulli”. Ancora più interessante la risposta del 24% degli intervistati che “Agirebbe senza pensare rendendosi utile per tutto il tempo condiviso con il disabile”. Il 10% assumerebbe un atteggiamento naturale “Facendo finta di nulla per non farlo sentire in difficoltà”.Come si comporterebbe un ragazzo di fronte ad un,azione che ritiene negativa ed a compierla è un adulto? Il 54% degli studenti ha scelto di condividere la risposta “Mi rivolgo con educazione evidenziando che sta sbagliando”, mentre il 28% ha ritenuto valida la risposta “Coinvolgo un altro adulto affinché possa intervenire per evitare conseguenze”. Il 9% preferisce “Far finta di nulla” di fronte ad un episodio negativo compiuto da un adulto e il 9% assumerebbe un atteggiamento più incisivo preferendo la risposta “Reagisco energicamente aggredendolo”. La ricerca è stata realizzata grazie al sostegno del Rotary Club Foggia e Innamorati di Foggia.

 

 

 

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