Animali domestici, 35mila furti all’anno, intelligenza artificiale per contrastate traffici sui social

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Furti di animali domestici che rimangono quasi sempre impuniti, bestiole sottratte alle loro famiglie adottive sfruttate per combattimenti illegali, cucinati o sacrificati per riti satanici. E mentre sui social impazza il traffico di animali e piante esotiche i ricercatori finlandesi mettono a punto un algoritmo per contrastare questo devastante traffico. Le Guardie Zoofile potrebbero essere di supporto alle forze dell’ordine

 

Trentacinquemila cani e gatti vengono rubati annualmente in Italia ma purtroppo per questo tipo di reati le indagini sono praticamente inesistenti. Il furto  di animali domestici infatti, non rientra nemmeno nella banca dati dei reati censiti dalle Forze dell’Ordine. A lanciare l’allarme è Francesco Figliomeni, consigliere comunale di Roma Capitale.              Gli animali domestici rapiti vengono di solito utilizzati per scopi illeciti di vario genere. Nella città Roma e, nel Lazio in generale, si sta registrando un aumento rilevante. Le bestiole finiscono puntualmente nelle mani di gente senza scrupoli,spesso nomadi, che procacciano animali per organizzazioni criminali.

“Questo fenomeno di traffico di animali domestici – afferma Figliomeni – nasconde aspetti inquietanti riconducibili a cani e gatti venduti come cavie per laboratori dediti alla vivisezione, traffici di cani da avviare ai combattimenti o all’accattonaggio, al mercato della carne e della pelle, sfruttamento sessuale come la zooerastia, per la riproduzione in allevamenti illegali, per essere rivenduti a privati a prezzi a buon mercato nello specifico se di razza pregiata, che purtroppo non fanno più ritorno a casa dai loro legittimi proprietari. Tra le situazioni in cui avvengono maggiormente i furti figurano i parchi dove i cani possono muoversi liberamente per giocare senza guinzaglio, seguita dal fatto di lasciarli soli in macchina o legati fuori i negozi se non addirittura nel giardino di casa dove sono presenti anche i gatti domestici, tutti luoghi perfetti per rapirli”. Nelle priorità delle forze dell’ordine pare sia considerato più grave rubare un orologio che un essere vivente e senziente come un animale domestico.

Vista la scarsa attenzione degli organi preposti su tale argomento, vista anche la carenza di personale qualificato e del gran numero di funzioni a cui assolvere, sarebbe una questione di buon senso coinvolgere ne numerose guardie eco zoofile di cui dispongono le associazioni ambientaliste riconosciute dal ministero dell’ambiente. In un clima di serenità e fattiva collaborazione esse potrebbero essere di grande aiuto alle forze dell’ordine supportandole nella lotta a questo orribile traffico. In effetti da quanto riferito da molte Guardie Ecozoofile, i furti di animali domestici sono finalizzati spesso a rifornire cucine di ristoranti etnici, di solito cinesi, o talvolta anche per essere sacrificati durante riti satanici. Contro il traffico di animali sui social invece, gli esperti, sostengono che gli algoritmi possono contribuire fattivamente a scovare il commercio illecito.

Per quanto riguarda il traffico di animali e piante esotiche invece, l’alleato potrebbe essere l’intelligenza artificiale che potrebbe aiutare a combattere questo fenomeno praticato sui social media. Lo affermano i ricercatori dell’università di Helsinki, secondo cui la tecnologia potrebbe essere determinante nel monitorare le reti sociali. In un articolo pubblicato sulla rivista Conservation Biology, gli studiosi finlandesi sottolineano che i traffici illegali di fauna e flora  sono  “una delle minacce più grandi alla tutela della biodiversità”.

Essi si stanno espandendo sui social, in maniera “allarmante”, vista il facile accesso di massa a tali  piattaforme. “Attualmente la mancanza di strumenti per monitorare in modo efficiente gli alti volumi dei dati sui social media limita la capacità delle forze dell’ordine di fermare il commercio illegale di animali selvatici”, afferma Enrico Di Minin, autore principale dello studio. Esaminare manualmente questi dati è come cercare un ago nel pagliaio, “ma i sistemi d’intelligenza artificiale, come gli algoritmi di apprendimento automatico, possono essere utilizzati per identificare le informazioni rilevanti”. Questi algoritmi, spiegano gli esperti, possono ad esempio essere programmati per identificare quali specie di animali o parti di essi – come un corno di rinoceronte – appaiono in foto e video pubblicati sui social. Possono inoltre distinguere se le immagini sono scattate in un contesto naturale o in un mercato, e analizzarle insieme ai testi scritti nei post.

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