Al Meeting della sostenibilità trionfa la dottrina de “l’Ambiente come valore etico”

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Dieci candeline per FareAmbiente per festeggiare altrettanti anni di attività. Il  Meeting 2017, tenutosi a Roma presso il Tempio di Adriano,  consacra l’associazione fondata da Vincenzo Pepe allo scopo di promuovere un nuovo tipo di ambientalismo, diverso e lontano da quello storico ideologizzato e teorizzato dalle élite  salottiere.

Le conclusioni tratte dal Meeting sono che l’ambiente deve essere considerato  “un valore etico” e l’appello che viene lanciato alle forze politiche è di non utilizzarlo come argomento di scontro elettorale perché esso, l’ambiente, non può essere strumentalizzato per fini politici né per lotte ideologiche.

Il fatto che l’associazione sia cresciuta, non lo dicono solo i numeri, che comunque sono importantissimi (quasi 10mila iscritti di cui 1300 che hanno ricevuto il decreto prefettizio che attribuisce loro la qualifica di guardia zoofila o corsisti in procinto di riceverlo, e più di 100 sedi presenti sul territorio) ma, dalla presenza dei personaggi pubblici che di volta in volta sono stati ospiti delle sue iniziative.

Nel caso odierno l’ospite d’onore è stato Renato Brunetta, un politico di “razza” classe 50 e cittadino dell’ex capitale di quella che nei secoli scorsi fu conosciuta come la Serenissima Repubblica.

Ministro della pubblica amministrazione e l’innovazione  tra il 2008 e il 2011, attualmente ricopre la carica di capogruppo di Forza Italia a Montecitorio.

“Non ho mai avuto sudditanza psicologica nei confronti di Legambiente, l’ambientalismo non deve essere ideologico, deve essere gentile. Un errore che fanno le organizzazioni ambientaliste, spero non FareAmbiente, è quella di accontentarsi di un capitoletto nei programmi elettorali. Non deve essere così, se c’è buona politica c’è anche e ovunque ambientalismo intelligente e gentile”, ha tuonato l’ex ministro dai microfoni del Tempio di Adriano.

Gli ha fatto eco il deputato Paolo Russo che ha affermato ”un ambientalismo trasversale, condiviso e non relegato solo a un partitino di nicchia: dobbiamo aprirci ad una visione complessiva della società che alimenti comportamenti virtuosi e tutele per l’uomo ed il creato”. ”L’ambiente – ha proseguito – deve essere il motore di ogni scelta politica e non tutela fine a sé stessa”.

“L’Italia ha bisogno di un concreto ambientalismo ragionevole per uno sviluppo sostenibile e moderno del Paese superando l’ambientalismo ideologico e fondamentalista” – ha esordito invece Pepe – lancio un forte appello alle forze politiche al fine di considerare l’ambiente come valore etico da mettere al primo posto nei programmi di tutti i partiti politici. Mobilità sostenibile, salute, agricoltura, energia e beni culturali, devono essere considerati come argomenti fondamentali per la ripresa dell’economia italiana, di un’economia improntata sulla sostenibilità e sul basso impatto ambientale”, ha poi concluso.

La parola è passata a quel punto ai coordinatori regionali e provinciali.

Enrico Hullweck del Veneto, che ha ribadito l’importanza che i beni culturali rivestono per il sistema economico italiano.

Marcello Amoroso dalla Puglia che è intervenuto sui problemi legati all’agricoltura e delle trivellazioni in Adriatico.

Emilio Corea del Trentino Alto Adige che si è soffermato sui problemi legati all’energia.

Nicolò Nicolosi per la Sicilia.

E ancora Soccorsa Chiarappa coordinatrice provinciale di Foggia;

Laura Allevi coordinatrice provinciale di Ascoli Piceno;

Ruggiero Del Grosso, responsabile Italia centro sud della sezione Laudato Sì;

Claudio La Rosa, responsabile Gez Italia del nord;

Antonio Pezzopane, responsabile giovani del Lazio;

Alberto Torregiani, responsabile problemi legati alle barriere architettoniche;

Aldo D’Alessandro, del dipartimento Salute e Benessere;

Pietro Marino, commissario per la Calabria;

Salvatore Grillo, presidente onorario di FareAmbiente,

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