Via Lavinio (Roma), il ritorno della “serial killer dei gatti” suscita le ire delle associazioni animaliste

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Era stata allontanata dalla propria abitazione di Via Lavinio in Roma lo scorso aprile perché deteneva animali in condizioni igieniche precarie, 4 gatti morti e altri 3 malnutriti e costantemente rinchiusi ma, la donna, una 57enne psicologa romana, pare sia rientrata in casa senza apparenti conseguenze vanificando così l’operazione condotta dalle Gez di FareAmbiente tra lo sconforto e la delusione del resto dei condomini.

In quell’occasione intervennero i volontari del raggruppamento Roma 1 coadiuvati da EITAL (Ente Italiano Tutela Animali,  Vigili del Fuoco e personale sanitario per il supporto psicologico.

La 57enne aveva ricevuto già in passato due ordinanze di  sgombero da parte del comune e mai eseguite.

“Non c’è stato nessuno sgombero e la signora è rientrata già nel suo appartamento. Questa non si chiama vittoria”. Così si sono unanimemente espressi Animalisti Italiani onlus, Enpa, Lav, Leal e Lndc in una nota riportata dal sito ufficiale di Animalisti Italiani in merito all’oramai tristemente noto caso della “serial killer dei gatti” di Via Lavinio.

Le associazioni in questione non risparmiano critiche sia al comune di Roma Capitale sia al municipio VII che, non avrebbero preso alcuna posizione sulla delicata questione.

“Dalle istituzioni locali stiamo assistendo soltanto a dichiarazioni di circostanza e a bieche strumentalizzazioni comunicative per cercare di recuperare all’enorme danno di immagine provocato da anni di lassismo e di latitanza – prosegue il comunicato congiunto – Diversi organi di informazione hanno fatto passare l’operazione come un evento risolutivo del caso, quando invece non si è risolto proprio nulla. La signora è ritornata nella sua abitazione e riprendere le sue vecchie abitudini di accumulare oggetti e detenere animali senza alcun controllo da parte delle istituzioni preposte”. Le Associazioni firmatarie si riferiscono al conclamato disagio della signora, incapace di  prendere coscienza della pericolosità delle sue azioni: “Le istituzioni, anziché venerarsi reciprocamente, avrebbero dovuto affidare questa persona, già da tempo, alle cure del Dipartimento di Salute Mentale e agli assistenti sociali, così da garantire a lei la giusta assistenza e agli altri condomini e abitanti del quartiere, la meritata igiene e sicurezza personale. Fino ad ora lo stesso Dipartimento ha palesato un’indifferenza quasi paradossale”.

Tale situazione va avanti oramai da anni tant’è che associazioni e volontari animalisti hanno addirittura organizzato un “Coordinamento gatti Via Lavinio”. L’attenzione è focalizzata anche su varie imprecisioni riportate nel comunicato del Comune di Roma poiché l’operazione di sgombero dell’abitazione in questione, fu eseguita  dalle Guardie Zoofile di FareAmbiente, coordinate da Antonio Colonna.

“Non è più possibile aspettare oltre – concludono le Associazioni – se le Istituzioni non interverranno una volta per tutte per avviare, definitivamente, il percorso di recupero sociosanitario della signora e per attuare le procedure di salvaguardia animale, daremo il via nelle prossime settimane ad una durissima manifestazione di protesta. Roma, i romani e gli animali innocenti non meritano questo scempio” – conclude la nota.

 

 

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